| Questa tanto attesa ed auspicata riedizione di una precedente,
lontana ma non dimenticata, stesura di schemi di
terapia antiaritmica del Prof. Francesco Furlanello, affronta
nuovamente in chiave attualissima il capitolo più scottante
e travagliato di tutta la terapia cardiologica.
Lungi dall’aver trovato una soddisfacente chiarificazione,
l’argomento, infatti, mantiene oggettivamente una scoraggiante
complessità, in tutti i suoi aspetti più caratterizzanti.
Sul piano fisiopatologico, gli straordinari progressi delle tecniche
di studio hanno quasi paradossalmente messo in luce
che i meccanismi aritmogeni ed alcuni fenomeni bioelettrici
ad essi correlati (ad es. il rimodellamento elettrico o la
“mobilità” del bersaglio) riservano ancora molte incognite,
rendendo spesso assai problematiche la scelta e le modalità
d’attuazione dei trattamenti più appropriati. In questo settore,
d’altra parte, la farmacologia
sta senza dubbio
segnando il passo: di certo,
non ha sinora fornito il
“proiettile magico” per
alcuna indicazione aritmologica
e, salvo poche eccezioni
(come osservano gli
Autori nella loro centratissima
prefazione), la ricerca
è stagnante perché da molti
anni non vengono introdotti
in terapia nuovi antiaritmici,
salvo il caso di pochissimi
farmaci tuttora in fase di
valutazione clinica.
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