| Sono trascorsi sei anni dalla uscita della III Edizione della “Biochimica medica” di
Siliprandi-Tettamanti. In questo periodo lo scenario dell’organizzazione dei servizi sanitari
e della pratica professionale medica è sensibilmente cambiato, con crescente attenzione
alla tutela della salute, alla prevenzione, alla massima razionalità dell’intervento terapeutico,
alle applicazioni biotecnologiche in medicina e al coinvolgimento responsabile
del cittadino. Ciò ha avuto ovvie ripercussioni sui processi formativi, in dinamica evoluzione,
e sull’aggiornamento continuo delle figure professionali che operano nel campo
medico-sanitario. Da qui la necessità anche per quanto attiene un singolo corso di studio,
la biochimica, non solo di un aggiornamento corrispondente all’impetuoso ampliamento
delle conoscenze nel settore, ma anche, e soprattutto, di una sempre più stretta integrazione
sinergica con le altre discipline, in modo da fornire allo studente in formazione le basi
per la più corretta interpretazione fisiopatologica della malattia.
Si è deciso, nell’intento di dare linearità all’apprendimento, di mantenere l’impostazione
classica dell’insegnamento della biochimica, e cioè di partire dalle molecole per arrivare
alle funzioni. Donde la suddivisione del testo nella “Biochimica strutturale”,
“Biochimica metabolica” e “Biochimica funzionale”, avendo cura, pur nella necessaria
concisione, di trattare sia gli aspetti funzionali che sono propri di tutte le cellule, sia di
quelli che sono prerogativa dei sistemi più altamente specializzati, e sono presenti nell’uomo.
Degli intimi meccanismi chimici delle reazioni è fornito solo qualche esempio, allo
scopo di non appesantire eccessivamente il processo formativo ed evitare disaffezione.
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