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	<title>scandroglio &#8211; LibriScientifici.com</title>
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	<description>- Libri Universitari e Medico-scientifici per Studenti e Professionisti</description>
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		<title>Ciò di cui siamo fatti. Una introduzione allo studio dell&#8217;organismo umano</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Nov 2019 12:03:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Renato Scandroglio

<strong>Pensando alla dottrina classica alla meccanica quantistica alla scienza della complessità e alla medicina clinica</strong><img src="https://vees.it/analytics/piwik.php?idsite=4&amp;rec=1&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.libriscientifici.com%2Fprodotto%2Fcio-di-cui-siamo-fatti-una-introduzione-allo-studio-dellorganismo-umano%2F&amp;action_name=Ci%C3%B2%20di%20cui%20siamo%20fatti.%20Una%20introduzione%20allo%20studio%20dell%26%238217%3Borganismo%20umano&amp;urlref=https%3A%2F%2Fwww.libriscientifici.com%2Ffeed%2F" style="border:0;width:0;height:0" width="0" height="0" alt="" />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pensando alla dottrina classica alla meccanica quantistica alla scienza della complessità e alla medicina clinica</strong></p>
<p>In questo testo l&#8217;autore Renato Scandroglio sposa facendosene interprete, per descrivere &#8220;ciò di cui siamo fatti&#8221;,  il convincimento espresso dalla scienza della complessità per la quale la materia è, sostanzialmente, una realtà di relazioni che configurano una rete a invarianza di scala in un contesto di squilibrio controllato, ai margini del caos, nel quale si intrecciano meccanica classica, meccanica sistemica e meccanica quantistica.</p>
<p>Lo fa con un percorso che pone l&#8217;accento proprio sul mondo olistico, che nasce dalle relazioni che le &#8220;parti&#8221; dei viventi intrattengono, auto-organizzandosi e riorganizzandosi continuamente in sistemi ora virtuali, ora caratterizzati anche in termini morfologici; sostenute in ciò dalla sovrapposizione di stati che si manifesta nella loro rete di nicchie quantistiche.</p>
<p>In particolare stigmatizza la condizione di indeterminatezza e di impredicibilità che le interazioni suscitano, rispettivamente, nel nanomondo degli atomi, dove sono entangled, e nel microfono delle molecole, dove sono per lo più circolari e solo raramente lineari.</p>
<p>Perseguendo con ciò anche l&#8217;intento di sottolineare come in questo campo, così stando le cose, la conoscenza non possa che essere, inesorabilmente, solo &#8220;approssimata&#8221;. Diversamente da quanto sostiene la cultura deterministica, tuttora imperante, che invece, di fatto, ignora la complessità delle reti e ha sempre creduto e crede tuttora nelle certezze del &#8220;cogito&#8221; cartesiano; con la conseguenza che i relativi giudizi e soprattutto i comportamenti che ne derivano sono, sovente, tassativi, quando invece devono necessariamente essere sempre improntati all&#8217;umiltà e alla massima prudenza. Vuoi, conclude l&#8217;Autore, per il mistero che i viventi ancora oggi custodiscono bene sotto la coltre macroscopica che li rappresenta ai sensi, mimetizzando le interazioni e isolando le nicchie quantistiche, vuoi per non interferire inopinatamente nei processi autonomi e naturali che li caratterizzano e che al più devono essere aiutati a ritrovarsi. Quando si fossero inpinatamente smarriti. Complice l&#8217;ambiente.</p>
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