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CODICE:  pi1762
Disturbi Cranio - Cervico - Mandibolari
G. Zampetti

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Volume di 470 pagine riccamente illustrato a colori
Anno di pubblicazione: Ottobre 2005
ISBN: 88-299-1762-1
Editore: PICCIN
Prezzo di listino
Euro 180,00
-15,00%
Prezzo a voi riservato
Euro 153,00

PREMESSA


I disturbi cranio-cervico-mandibolari acquistano una rilevanza sempre maggiore ed è importante saperli riconoscere nella loro complessa eziopatogenesi multifattoriale che coinvolge molto spesso organi di confine con una patologia del tutto peculiare che è talvolta fonte di incertezza diagnostica.
è da ricordare infatti che l’apparato stomatognatico è sede non solo di disturbi della masticazione correlati a quadri disfunzionali dell’ATM con manifestazioni cliniche “in situ” tipiche ma su di esso si possono riverberare, per rapporti di contiguità o per collegamenti neuromuscolari intrinseci, disturbi provenienti da altre regioni: si generano in tal modo patologie complesse inquadrabili nel loro insieme, con il termine di disfunzione cranio-cervico-mandibolare (d.c.c.m.), indicativo della molteplicità dei distretti interessati.
Estesa può essere quindi la sintomatologia: alcuni sintomi sono squisitamente odontoiatrici e tipici della disfunzione: dolore, spesso intenso, a carico dell’articolazione temporomandibolare o della muscolatura masticatoria, difficoltà nei movimenti della bocca che talvolta arriva al blocco, scrosci articolari, irregolarità nei tragitto di apertura-chiusura della bocca, disturbi da parafunzioni. Altre volte i disturbi sembrano esulare dal distretto masticatorio propriamente detto: si tratta di cefalee, dolori cervicali, vertigini, dolori alla lingua, mal d’orecchio, ecc. Molto spesso infine si aggiunge una componente psicogena come fattore aggravante o perpetuante o addirittura scatenante.
Tutto ciò può creare, non di rado, notevoli difficoltà per l’odontoiatra che si trova di fronte a problemi riguardanti le patologie di confine che possono esulare dal confine delle sue conoscenze ma che, tuttavia, devono essere fronteggiati con la massima competenza possibile mettendo in atto, data l’origine multifattoriale della patologia, un ampio ventaglio di applicazioni terapeutiche.
Nelle problematiche occlusali la terapia è meccanica e corregge il “danno” a livello dei denti o dell’articolazione temporomandibolare. Lo scopo è principalmente quello di riequilibrare il complesso occlusoarticolare e di ristabilire adeguati e uniformi carichi masticatori così da assicurare una corretta masticazione. Questa terapia tuttavia si rivela spesso insufficiente. Con la terapia funzionale che acquisisce oggi, per le aumentate conoscenze dei settore, una importanza sempre maggiore, si agisce sulla componente neuromuscolare che riguarda, a seconda dei casi, la muscolatura masticatoria, la muscolatura della faccia, del cranio e del collo ripristinando la funzione corretta dei muscoli, riequilibrando il tono muscolare e intervenendo direttamente o indirettamente sul dolore craniofacciale. Agendo sul fattore neuromuscolare si osserva frequentemente non solo la scomparsa o il miglioramento dei disturbi relativi all’apparato masticatorio ma anche dei disturbi concomitanti che riguardano i distretti viciniori. Il trattamento funzionale si avvale di molteplici metodiche terapeutiche: manovre manipolative, stretching, ginnastica muscolare, rieducazione propriocettiva, esercizi correttivi della postura cervicale, fisioterapia strumentale, ecc. Particolarmente efficaci per la terapia del bruxismo o del serramento le metodiche del biofeedback elettromiografìco che danno al soggetto la possibilità di verificare in tempo reale la situazione muscolare distonica in corso, apprendendo a correggerla.
Anche le ripercussioni psicosomatiche sulla patologia ATM devono essere attentamente valutate. In tale ambito sono di particolare interesse le tecniche di rilassamento neuromuscolare che vengono insegnate al paziente per il ripristino globale passivo del tono muscolare (oltreché per la riduzione della componente ansiogena). Tali metodiche hanno dato del risultati molto soddisfacenti relativamente alla regolazione neurofisiologica della muscolatura del distretto cranio-cervico-mandibolare. Allo stesso modo, particolari terapie cognitivo-comportamentali opportunamente adattate e convenientemente applicate, possono dare risultati soddisfacenti.
Sempre nell’ambito psicologico va ricordato infine che il terapeuta deve essere in grado di instaurare un rapporto positivo e di fiducia con il paziente non solo per l’ aspetto umano che esso comporta ma altresì per il fatto che da esso può scaturire una collaborazione che facilita in grado rilevante l’esito del trattamento. Anche una mentalità di approccio di questo tipo, non sufficientemente insegnata nell’iter formativo, deve essere appresa in quanto parte fondamentale e integrante del bagaglio professionale.
Lo scopo di questo volume è eminentemente pratico; esporre l’indispensabile e necessario bagaglio teorico attinto dagli Autori più qualificati che hanno trattato l’argomento* e impostare il trattamento in maniera integrata relativamente ai fattori che stanno alla base della patia nella sua valenza multifattoriale.
Trattamento integrato significa affrontare il problema globalmente e in maniera unitaria non solo quindi dal punto di vista meccanicistico con riferimenti ai disturbi dell’occlusione e dell’ATM (Cap. IV) o dal punto di vista funzionalistico mirante al recupero della funzione muscolare (Cap. V). è imperativo tener presente altri obiettivi e cioè il controllo degli input psicocettivi con le loro ripercussioni spesso di notevole entità sull’apparato stomatognatico e la risoluzione dei problemi inerenti le patologie di confine (Cap. VI e Cap. IX).
Di qui la necessità, in sede preliminare, di un accurato esame anamnestico (Cap. II e Cap. III) che indaghi non solo sulle situazioni patologiche locali immediatamente evidenti ma anche su problematiche, più o meno complesse, che coinvolgono altri apparati (Cap. VIII e IX).
Sono necessarie in questo contesto conoscenze che, pur esulando apparentemente da competenze odontoiatriche specifiche, possono costituire efficaci modelli terapeutici da effettuare al paziente (Cap. VII).
Gli argomenti trattati nel testo sono ulteriormente approfonditi in Appendici specifiche mentre il DVD annesso fornisce ragguagli operativi video su tecniche originali riguardanti il biofeedback (utilizzate per il controllo dei movimenti parafunzionali e del dolore); su tecniche riguardanti la terapia della ipomobilità mandibolare e sulle metodiche riabilitative della postura mediante la pedana posturo-stabilometrica.
L’accessibilità agli argomenti trattati è resa più semplice dalla concezione grafica particolarmente studiata per permettere, attraverso le immagini o iscrizioni riassuntive, una comprensione immediata anche prescindendo dalla lettura del testo che peraltro le chiarisce ulteriormente.
L’esperienza di migliaia di casi clinici trattati favorevolmente presso la Clinica Odontostomatologica dell’Università di Milano dove dirigo il reparto di Patologie cranio-cervico-mandibolari mi induce a esporre la metodologia impiegata essendo certo che il professionista serio, impegnato e appassionato dell’argomento, sarà in grado di applicarla con successo a beneficio dei paziente e con soddisfazione personale.

* Vorrei citare, in particolare, tra gli altri, con gratitudine: Okeson, Molina, Bell, Mongini, Palla, Lazzari, Tiengo, Giannì, Travel e Simmons, Gelb, Ciancaglini, Hansson, Hauptman.

 
 

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